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1997: L'hockey ritorna a Monfalcone |
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L’hockey a Monfalcone ha tradizioni antiche. Negli anni 50-60, la POM Monfalcone ha disputato qualche campionato in serie A e alcuni atleti hanno vestito la maglia azzurra. Chiusa la parentesi POM, l’hockey è tornato a farsi vivo a Monfalcone, grazie al Cav. Romano Colonna che sul finire degli anni 70 ha costituito la sezione distaccata del CUS Trieste, in seguito confluita nella A.S.H.P. FALCO che nel settore giovanile ha raggiunto risultati lusinghieri. . Nel 1985 la società chiude i battenti , ma alcuni giocatori proseguono l’attività in formazioni Triestine (Claucig, Pacor, Pierdomenico ecc.). Nel luglio del 1997, il triestino Cav. Giordano Visaggio, gia dirigente della Polisportiva Trieste trasferitosi a Monfalcone per motivi di lavoro, decide di riportare l’hockey a Monfalcone chiedendo aiuto all’amico Colonna e ai “vecchi “ giocatori del Falco con il preciso scopo ti reperire dei tecnici da mandare nelle scuole. In quella “storica” riunione, oltre a pianificare l’attività giovanile gli entusiasti ex-giocatori decidono di formare una squadra senior e si iscrivono alla Coppa Italia 1997. Alla “combriccola” si uniscono inoltre ex giocatori goriziani alcuni dei quali avevano continuato l’attività in formazioni triestine. Così nell’ottobre 1997 la nuova Società Sportiva FALCO, scende in campo contro la Polisportiva Trieste nella prima partita di Coppa Italia 1997. Questi i “rifondatori”; Pacor, Comandini, Paronitti, Bolzicco, Franzot, Zanolla, Azzarone, Pignone, (Monfalcone), Alessandro e Renato Persolja, Tuni , Maurizio e Adriano Lorenzoni, (Gorizia). Finita la Coppa Italia i “bisiachi” si iscrivono al Campionato di serie B Per l’occasione vengono reclutati i triestini Pitacco e Ciocchi.Il Campionato è disastroso sotto il profilo dei risultati, ma i “ragazzi” con spirito goliardico si divertono molto, tanto che partecipano ad alcuni tornei internazionali con gli amici del Villafranca . Lo “spirito” della squadra attira nella stagione successiva altri atleti triestini, tanto che la rosa aumenta con gli arrivi di Bradaschia, Degrassi, Dragan e Tedisco. Inoltre per la nuova stagione il Falco ingaggia due buoni stranieri provenienti dalla vicina Lubiana (Pecjak e Trotovsek). I risultati della seconda stagione sono più che lusinghieri; nell’indoor infatti i monfalconesi superano la fase regionale e nel prato arrivano addirittura secondi alle spalle del Team 89 che sarà poi promosso i serie A/2. Prosegue inoltre l’attività nelle scuole elementari e medie che portano molti ragazzi a conoscere questo sport. Nel maggio del 1998, i dirigenti del FALCO decidono di irrobustire il rapporto con l’AR Fincantieri (che finora aveva gentilmente concesso il proprio stadio per allenamenti e partire). Trovato l’accordo con i dirigenti cantierini, nel settembre 1998 la S.S. FALCO cessa di esistere per confluire nella nuova sezione hockey prato dell’AR FINCANTIERI. Nel frattempo, molti atleti delle squadre triestine in difficoltà, si spostarono a Monfalcone. Nella stagione 2002/2003 i cantierini conquistano la promozione in serie A2. Nel play-off di Prosecco ebbero la meglio su CUS Genova (5-0), HC Milano (3-1) e HC Novara (2-0). Allenatore era Kulwant Singh Powar (padre dell’attuale tecnico Jaswant Powar Singh) e il trio straniero era composto dall’argentino Martin “Titi” D’Adamo, dallo sloveno Bostjan Pecjak e dal danese Thomas Thygesen. Nella stagione 2003/2004 la prima in A2 i risultati furono più che lusinghieri con la conquista del secondo posto nel girone e play-off promozione sfumati a favore dell’HC Novara in virtù degli scontri diretti. A guidare in panchina i canterini fu l’argentino Pablo Fernandez portato a Monfalcone dall’amico Titi D’Adamo, raggiunto da Lucas Autelli e nella seconda parte del torneo dal nazionale argentino Sebastian Raffo. La stagione successiva (A2 - 2004/2005) Pablo Fernadez andò a sedere sulla panchina dei campioni d’Italia dell’ HC Roma e la squadra fu affidata al tecnico giocatore Sebastian Raffo, a cui si aggiunse un altro argentino Martin Eblagon proveniente dall’ UHC Adige. Purtroppo dopo le prime gare autunnali, Raffo e Titì D’Adamo dovettero rientrare in Argentina e così a primavera la squadra fu affidata al tecnico padovano Alfredo Schiavon che portò in dote due buoni giocatori (Scanferla e Passerella) che avevano temporaneamente abbandonato l’attività. A sostituire i due “fenomeni” argentini Raffo e D’Adamo, dall’Olanda arrivarono due buoni giocatori, Luuk Evers e Luuk Van de Venne. La squadra pur non sfigurando, finì penultima tanto che a due giornate dal termine per dare un’ulteriore “scossa” all’ambiente si decise di affidare la squadra al giocatore (e per l’occasione) – allenatore Lucas Autelli, il quale riuscì a salvare la squadra nel play-out contro la Juvenilia Uras (0-2 in Sardegna e 5-2 a Prosecco). Per la stagione (A2 - 2005/2006) la dirigenza canterina fu costretta alla rifondazione della squadra: Autelli dovette rientrare in Argentina, ma da Trieste arrivò l’”esperto” delle giovanili Vittorio Kolaric che portò in dote dei giovanissimi atleti under 18 (Toscano, Sibilla, Duranti, Paronuzzi, Mikol, Marangon per citarne alcuni). Per il trio straniero la dirigenza canterina commise però un errore che si rivelò poi fatale, ossia di affidarsi all’olimpionico pakistano Shabaz Jr., che porto in dote il giovane Fayyaz (ora San Vito Romano) e Nawaz. Con queste premesse, fu facile convincere l’italo-indiano Jaswant Singh, reduce da una stagione in A1 con l’HC Bra, a vestire la maglia biancoceleste. La stagione iniziò subito male visto che per diversi motivi non fu possibile utilizzare al meglio gli under 18 e il trio pakistano non fu all’altezza della situazione. Shabaz solo in qualche occasione mostrò la sua classe, ma anche la sua lontananza dai campi di gioco da almeno cinque anni , mentre Nawaz si rivelò un giocatore mediocre. Al termine della prima fase del campionato, con la squadra in ritardo in classifica, la dirigenza canterina decise di interrompere il rapporto con i pakistani e a primavera tornò sulla panchina canterina Kulwant Singh. Furono richiamati in fretta e furia gli olandesi Evers e Van de Venne, che però riuscirono solamente a dare la disponibilità per le partite, per cui non fu facile per il tecnico gestire gli allenamenti e preparare adeguatamente la squadra, |
anche se per alcune gare arrivò in rinforzo un’ altro olandese, il fratello di Van de Venne, Bart. La squadra terminò la stagione regolare al settimo posto e il conseguente incrocio dei play-out con i romani dell’NCR Lazio che almeno sulla carta non sembrava irresistibile. Poco prima della fine della stagione regolare, la Federazione inflisse una pesante penalizzazione in classifica contestando il tesseramento di Bart Van de Venne. A nulla valse il conseguente ricorso dei canterini, che si videro retrocessi all’ultimo posto in classifica e costretti ad affrontare nei play-out la forte squadra cagliaritana della Pol. Ferrini. Nel doppio confronto che si svolse a Roma, i canterini imbottiti di giovani impattarono la prima gara per 1-1 e il giorno dopo pur passando in vantaggio vennero raggiunti e superati dai sardi (1-2) complice anche l’assenza di Evers, fermato da un’attacco influenzale. Non fu facile ripartire dalla serie B (2006/2007), con il gruppo che per varie ragioni denunciava qualche malumore, tanto che si pensò anche di chiudere l’attività. A dare nuova linfa alla dirigenza canterina fu sicuramente l’inizio dei lavori per il nuovo campo a Monfalcone, che significava la fine dell’esilio a Prosecco. Si riparti così dai giovani e senza alcuni elementi di fondamentali quali Toneatti, Princival, Visintin, Furlani etc: , alcuni preferirono ricominciare dal costituendo HC Trieste, mentre altri (Rondinella, Irmi e Matta) abbandonarono l’attività. Per la stagione 2006/2007 la squadra venne affidata a Jaswant Singh, con il compito di riportare in tre anni i monfalconesi in A2. La dirigenza canterina si affidò a Kulwant Singh per affiancare ai giovani due buoni stranieri, che giunsero a Monfalcone per la seconda parte del torneo: Navjosh Singh e Ajit Pal Singh. I canterini conquistarono i play-off promozione a Genova e nella gara clou con la favoritissima Bonomi furono raggiunti all’ultimo minuto e impattarono sul 2-2. La promozione si decise per differenza reti negli incontri tra con i siciliani dell’Iblea Ragusa e i pugliesi dell’Olimpia Torre che condannarono i canterini ad un altro anno in serie B. Nel 2007/2008, approfittando anche della riforma del campionato di serie A2 2008/2009 e del rientro da Trieste di Princival e Toneatti che hanno portato in dote anche Tommasini, Scussel e Aloisio è arrivata finalmente arrivata la promozione in serie A2.
Un confronto tra le due formazioni canterine che hanno conquistato la promozione in serie A2: (in neretto i giocatori che “vantano” due promozioni)
AR FINCANTIERI 2002/2003 promossa in serie A2:
Daniele Claucig, Simone Ballocco, Aldo Spivach, Onofrio Rondinella, Igor Furlani, Marco Matta, Lorenzo Irmi, Massimo Urdini, Thomas Thygesen, Piero Scubogna, Franco Visintin, Sergio Dintignana, Bruno Tedisco, Luca Toneatti, Norman Princival, Emilio Bradaschia, Franco Pribaz, Bostjan Pecjak, Martin D'Adamo, Alessandro Persolja, Dennis Pitacco, Lorenzo Andriani, Emiliano Stasi. Kulwant Singh (Allenatore) Giordano Visaggio (Team Manager) Paolo Pacor (Caposezione) Carlo Fucile (Presidente)
AR FINCANTIERI 2007/2008 promossa in serie A2: (tra parentesi presenze e reti)
Lorenzo Andriani (16), Luca Toneatti (15/4), Paolo Paronuzzi (15/10), Giordano Toscano (13/3), Piero Scubogna (9/1), Daniele Claucig (12), Alessio Sibilla (5), Martino Marangon (14/3), Jaswant Singh Powar (16/4), Norman Princival (13/8), Navjosh Singh Pawar (14/27), Andrea Sangalli (15), Enrico Duranti (16/9), Paolo Muggia (2), Massimo Urdini (1), Giovanni Tommasini (15), Fabio Aloisio (12/2), Giuseppe ilgrande (2), Valerio Scussel (13/2), Ajit Pal Singh (14/13), Emilio Bradaschia (0), Elia Lanza (3), Thomas Thygesen (1), Marco Orzan (2), Alessandro Persolja (5/2) , Bruno Tedesco (1).
Jaswant Powar Singh (Allenatore) Alessandro Persolja (Team Manager) Giordano Visaggio (dirigente) Paolo Pacor (Caposezione) Carlo Fucile (Presidente)
La stagione (A2 - 2008/2009) si è conclusa con un dignitoso sesto posto grazie anche all'arrivo del terzo indiano: Sarbjit Singh.
La stagione (A2 - 2009/2010) si è conclusa con un quarto posto posto. Da Padova è arrivato il fratello di Jaswant, Rajbir Singh e per le ultime quattro gare e rientrato dall'Argentino Martin Eblagon.
La stagione (A2 - 2011/2012) si è conclusa con un secondo posto con la promozione in serie A1 mancata per un solo punto. Dal Rovigo è arrivato il centrocampista Simone Lion.
.......l'avventura continua..... |